CHIESA ALLE ACQUE SANTE
Ricordata fra i confini del monastero di S. Leonte in un periorismos della prima età normanna, questa chiesa, di cui oggi si è persa ogni memoria, si trovava lungo il torrente Nescilacqua, non lontano dalla contrada Arciveto, zona situata a circa 3 Km. a sud-est di Camini.
CHIESA DEI SANTI SETTE DORMIENTI (ECCLESIA SEPTEM DORMIENTIUM)
Situata lungo la strada che da Bivongi porta a Pazzano al tornante chiamato Samponente, nome popolare dei Sette Dormienti, la chiesa venne completamente distrutta nel 1922 durante la costruzione dell'attuale strada comunale. In quell'occasione vennero pure rinvenute, all'interno dell'oratorio, varie sepolture e delle pergamene greche che, insieme ad alcuni affreschi staccati dalla chiesa, vennero inviati al Museo Nazionale di Reggio Calabria, dove tuttora dovrebbero trovarsi. Ancora oggi sotto la curva di Samponente si possono vedere alcuni ruderi della chiesetta. Sebbene questo luogo di culto, che a quanto sembra aveva il presbiterio rivolto ad oriente, sia molto antico, viene ricordato per la prima volta soltanto nel 1535 nella Platea di Carlo V: "Item dictum monasterium tenet et possidet in eius dominio et potestate Ecclesiam unam sub vocabulo Septem Dormientium quam cives corrupto vocabulo appellant San Fanenti, que (sic) et propter maximam devocionem convicini populi confluunt ad eam et presertim in die XXVIII Julii in quo die colitur sestum (sic) dictorum sanctorum.
CHIESA DEL DIVINO SALVATORE
Questa chiesa, che è menzionata in un atto del 1115, sorgeva non lontano dal monastero di S. Giovanni Theristìs.
CHIESA DI RUGGERO BONELLO (ECCLESIA QUAE FIERI FECIT ROGERIUS BONELLUS)
Costruita da Ruggero Bonello, questa chiesa privata compare fra i confini del monastero di S. Maria di Arsafia nella donazione del 1094. Purtroppo non conosciamo l'esatta ubicazione dell'oratorio, che comunque doveva trovarsi tra Monasterace Superiore ed il torrente stilaro, nè il santo a cui era dedicato. Minuto identifica questa chiesa con quella di S. Giovanni il Precursore, ubicata in contrada Marone.
CHIESA DI S. ANDREA
Anche se la chiesa non è ricordata da nessuna fonte bizantina o normanna, esistono tuttavia due documenti, uno del 1094 e l'altro del 1133, che testimoniano l'esistenza del casale di S. Andrea e permettono di localizzarlo nella contrada di Pruppà, a circa 3 Km. a nord-ovest di Monasterace Superiore. Ed è proprio in questa zona che Cunsolo, intorno agli anni '50, trovò i resti della chiesa con all'interno un pregevole affresco raffigurante la Crocifissione.
CHIESA DI S. ATHINOGENIS
Un atto del 1141 pone questa chiesa, di cui si è persa ogni traccia, non lontano dal monastero di S. Maria di Arsafia sulle colline di Livarelle-Paladini, situate a circa 3 Km. a nord di Monasterace Superiore.
CHIESA DI S. BIAGIO
Di questa chiesa, che compare soltanto in un atto del 10 agosto 1098, oggi non rimane più alcuna traccia neppure nella memoria toponomastica.
CHIESA DI S. COSTANTINO
Citata in due testamenti del 1197, rispettivamente in quello di Matteo Papathyrsos e in quello di Basilio Pyrgis, la chiesa di S. Costantino doveva trovarsi nella contrada che ancora oggi mantiene lo stesso nome e che si trova a circa 2 Km. a sud-est di Stilo.
CHIESA DI S. ELIA PROFETA
Sebbene della laura omonima, che doveva sorgere sul versante bivongese del Monte Consolino, non rimangono più tracce, è testimoniata tuttavia la presenza di una chiesa, dedicata a questo santo fino alla fine degli anni '50, quando, ormai ridotta a rudere, venne abbattuta totalmente per costruire il nuovo cimitero di Bivongi nella zona ancora oggi detta S. Elia. I ruderi distrutti non risalivano più in là del XVII sec., visto che l'unico affresco salvato, oggi custodito nella Sala Consiliare del Municipio di Bivongi, è seicentesco e rappresenta, secondo i canoni tipici dell'epoca, la Madonna con il Bambino in braccio e ai lati, inginocchiati uno per parte, i profeti Elia e Giobbe. In questo luogo di culto veniva celebrata con particolare solennità la festa dell'Annunciazione di Maria il 25 marzo.
CHIESA DI S. FANTINO
Anche se i documenti che menzionano questo luogo di culto sono pochi e tutti risalenti alla fine del XII sec. e agli inizi di quello seguente, essi tuttavia hanno una grande importanza storica perchè attestano l'esistenza di una chiesa, la cui memoria oggi è completamente perduta. L'indicazione "in pertinentiis Stili", che ci viene fornita da una di queste testimonianze, permette di localizzare la chiesa nel territorio di Stilo. Non sarebbe stato possibile procedere all'identificazione materiale del luogo senza l'aiuto del "Brebion", il quale, in modo del tutto casuale, ricorda il "torrente di S. Fantino" fra i confini di un terreno situato a circa 1 Km. a sud-est di Stilo in contrada Pannara. Ora l'unico corso d'acqua della zona, ad eccezione dello Stilaro, è quello che scende dal Monte Consolino a sud dell' abitato stilese, attraversa le contrade di Tennara, Riace e Pannara, passa in mezzo alla valletta di Melissari e sfocia nello stesso Stilaro. Proprio lungo questo torrente, a quota 268 m. sulle pendici del Consolino e a circa 1 Km. a sud-est del Duomo di Stilo, sorge un oratorio identificabile con la nostra chiesa. Nel 1191 S. Fantino venne ceduta da Tancredi d'Altavilla alla Certosa di S. Stefano del Bosco in cambio del Casale del Conte.
CHIESA DI S. GIORGIO
Donata nel 1165 al monastero di S. Giovanni Theristis, la chiesa privata di S. Giorgio si trovava nei pressi del villaggio rurale di Troiano, del quale si è perso ogni ricordo. Rimane invece memoria del torrente omonimo, a circa 2 Km. a sud-est di Stilo, quale unico indizio per un possibile tentativo di identificazione del luogo.
CHIESA DI S. GIORGIO AL CASTELLO
Questa chiesa sorgeva sul Monte Consolino all'interno del castello fatto costruire nel 1071 dal conte Ruggero per difendere Stilo ed il suo territorio. Negli anni '50 Cunsolo riuscì ad individuarla nella parte centrale della fortezza. Si trattava di un piccolo oratorio con altare maggiore centrale, coro e quattro altari lungo i lati della navata, due per parte. Inoltre trovò anche frammenti di affreschi. Di questo luogo di culto oggi non rimane più alcuna traccia. (Aggiungiamo oggi che durante i lavori di restauro del 2010 sono riemerse tracce del luogo di culto e anche di alcuni affreschi).
CHIESA DI S. GIOVANNI IL PRECURSORE
Ricordata in un documento del 15 maggio 1172, la chiesa di S. Giovanni il Precursore è stata individuata da Minuto in contrada Marone, a circa 3 Km. a sud-ovest di Monasterace Superiore, lungo la strada carrozzabile che dalla Statale 110 porta al torrente Stilaro.
CHIESA DI S. MARCO EVANGELISTA
Di questo luogo di culto rimane un'unica testimonianza del XVII sec. riportata da Cunsolo nella sua monografia su Stilo. Ancora oggi si possono vedere i resti della chiesa, attribuibili all'età paleocristiana, a pochi chilometri da Monasterace M.na nella contrada omonima.
CHIESA DI S. MARIA DEI SALTI
Sebbene le fonti documentarie a nostra disposizione siano frammentarie, è possibile ugualmente trarre degli elementi utili per l'identificazione della chiesa nel "Brebion". Anche nel diploma di fondazione della Diocesi latina di Squillace, risalente al 1096, si accenna, fra le chiese e le abbazie che costituiscono il nuovo vescovato, ad una "Ecclesia S. Nicolai de Salto cum S. Mariae quae prope est". Infine in un atto di vendita del 1184 si ricorda una vigna che confina a nord con il torrente Arito. Da questi pochi elementi possiamo dedurre che la chiesa si trovava non lontano dal torrente Arito, nella zona ancora oggi deno- minata Salti, a circa 2 Km. a nord-est di Camini. Nei pressi infatti di Ponte Salti esiste una piccola chiesa identificabile appunto con quella di S. Nicola dei Salti. Nel 1151 Papa Eugenio III confermò il possesso di questo oratorio e delle sue terre all'Abbazia della Santissima Trinità di Mileto. Due documenti, rispettivamente uno del 1155 e l'altro del 1159, ricordano la vendita di una vigna e di alcuni alberi da frutto coltivati su due appezzamenti di proprietà della chiesa di S. Maria dei Salti. Si tratta di due atti molto interessanti in quanto si distingue il proprietario delle viti e degli alberi da frutto da quello del bene fondiario, e poichè non viene venduta anche la terra, i nuovi acquirenti devono versare a S. Maria dei Salti un canone annuo per l'affitto delle proprietà. Una carta dell'archivio di stato di Napoli menziona questa chiesa fra gli enti religiosi che nel 1281 erano tenuti a riparare il castello di Stilo.
CHIESA DI S. MARIA DELLO STRETTO
Ricordata in un atto del 1115, questa chiesa, di cui oggi si è persa ogni memoria, si trovava sulle pendici del Monte Consolino non lontano dal castello fatto costruire dal conte Ruggero.
CHIESA DI S. MARIA DI CURSANO
Secondo una testimonianza riportata da Cunsolo, l'antico borgo di Cursano sorgeva a 3 miglia ad ovest del Mar Ionio in una contrada chiamata "Buttaria" ed era posto, come si può rilevare dal "bios" di S. Giovanni Theristis, lungo il fiume che scorreva al di là del monastero dei Cavalieri di Malta: l'Assi per l'appunto. E' possibile pertanto identificare la contrada di Buttaria con la zona di "Botterio Signore", situata sulla sponda sinistra del torrente Assi, proprio a 3 miglia dal mare. Qui si trovava dunque la chiesa privata di S. Maria di Cursano che con le sue terre venne donata il 10 gennaio 1154 al monastero di S. Giovanni Theristis da Zoe, vedova di Genesios Moschatos.
CHIESA DI S. NICOLA DEI PATTI
Menzionata in due documenti, rispettivamente uno del 1235 e l'altro del 1245, questa chiesa si deve identificare, molto probabilmente, con l'oratorio che sorge al Km. 82,300 della Statale 110 in direzione Stilo, più precisamente nella contrada "Rosito".
CHIESA DI S. NICOLA DEI SALTI
Ricordata per la prima volta nel 1096 nel diploma di fondazione della Diocesi latina di Squillace, questa chiesa viene menzionata poi in un documento del 1162 e in un atto di vendita del 1184. Nel 1222 il vescovo di Squillace, Nicola, tenne qui il processo per risolvere la questione della presunta indipendenza economica di S. Nicola il Compassionevole dal monastero di S. Giovanni Theristis. Ancora oggi si può vedere il piccolo oratorio nei pressi di Ponte Salti, a circa 2 Km. a nord-est di Camini.
CHIESA DI S. PIETRO DEI SALTI
Di questa chiesa, appartenente al monastero di S. Giovanni il Teologo di Motta S. Giovanni, il "Brebion" elenca i beni fondiari che costituivano "l'idiarion" dell'ufficiante. Il luogo di culto, del quale si è persa ogni memoria, sorgeva nella contrada Salti, zona situata a circa 2 Km. a nord-est di Camini.
CHIESA DI S. PROCOPIO MARTIRE
Di questa chiesa privata, donata nel 1140 al monastero di S. Giovanni Theristis e menzionata anche in un documento del 1141, oggi si è persa ogni traccia.
CHIESA DI S. SOZONTE
Di questa chiesa, ricordata nel "Brebion" come appartenente al monastero di S. Maria dell'Arsafia, oggi non rimane più alcuna traccia neppure nella memoria toponomastica.
CHIESA DI S. VENERE
Ricordata fra i confini del territorio di S. Giovanni Theristis in un atto del 1144, la chiesa di S. Venere si trovava lungo il torrente Cellia, a circa 400 m. dal convento dei Santi Apostoli in direzione est, là dove ancora oggi vi sono due massi sporgenti che prendono appunto il nome di "Rocce di S. Venera". Del luogo di culto non rimane alcuna traccia.
CHIESA MATRICE DI STILO O DUOMO
Di questa chiesa, menzionata in un atto del 1094, si possono vedere ancora oggi i resti sotto l'attuale Duomo. Recenti scavi archeologici hanno dimostrato che il luogo di culto, risalente all'XI sec., è perfettamente orientato ed inoltre hanno messo in luce un interessantissimo ciclo di affreschi posteriore alla costruzione dell'edificio. E' importante notare che l'espressione Ecclesia Episcopi, utilizzata nel documento citato per indicare la chiesa, testimonia la presenza di un seggio vescovile in questa città.
GRANDE LAURA DI STILO
Situata sul versante stilese del Monte Consolino, questa laura si identifica con un sistema di grotte, di cui la più grande presenta tracce di incisioni varie e di strutture murarie, ancora da studiare. Di particolare interesse, fra i numerosi graffiti, è una croce, di età imprecisabile.
LAURA DEL SANTO
Situata a circa 200 m. dal monastero di S. Giovanni Theristis, questa laura, che comunemente viene chiamata "Grotta del Santo", è la primitiva "aedicula" ricordata nel "bios" di S. Giovanni, vicino alla quale Ambrogio e Nicola conducevano la loro vita di eremiti. Oggi nella grotta, che nei secoli ha subito varie trasformazioni, si possono notare tracce di affreschi floreali del XVII sec., soprattutto lungo la volta e la lunetta frontale.
LAURA DELLA PASTORELLA
Menzionata in un atto del 1115, questa laura, che oggi è conosciuta con l'appellativo di Madonna della Pastorella, è situata sul lato settentrionale del Monte Consolino. Proprio da questa sua singolare posizione deriva l'intitolazione greca di S. Maria di Tramontana.
LAURA DI S. ANGELO
Situata sul versante stilese del Monte Consolino, la laura di S. Angelo presenta degli interessanti affreschi, purtroppo parzialmente danneggiati, che risalgono al X sec. Ancora oggi nella nicchia centrale si può vedere il Redentore, con a lato un'iscrizione a forma di monogramma IC XC, nell'atto di benedire i Santi Pietro e Paolo che si stanno salutando con un bacio. La scena è accompagnata da una legenda in greco, quasi del tutto evanescente. Inoltre sulle pareti laterali della grotta vi erano, come testimonia Cunsolo, due medaglioni affrescati, che attualmente risultano trafugati.
LAURA DI S. MARIA DELLA STELLA
Dedicata alla Vergine Assunta, questa laura si trova sulle pendici del Monte Stella a quota 682 m. del versante che guarda il Mar Ionio e a circa 9 Km. da Pazzano. All'interno della grotta è stato scoperto di recente un interessante affresco bizantino del X sec. raffigurante S. Maria Egiziaca che si appresta a ricevere la Comunione.
NOTE
Abbiamo qui riportato solo quelle poche notizie relative alla ricerca su Monasteri e Chiese effettuata con tanta passione dal prof. Fulvio Calabrese allo scopo di divulgarle anche a coloro che non sono studiosi o addetti ai lavori, tanto per contribuire a una maggiore consapevolezza del patrimonio storico-culturale e religioso che appartiene a tutti noi. Infatti, scopo principale di questo sito è quello di far sapere che sono esistiti ed esistono ancora oggi frammenti e testimonianze importanti di questa nostra storia bizantina. Pertanto, suggeriamo a studiosi, ricercatori e laureandi di contattare la Diocesi di Locri-Gerace per poter ottenere una eventale copia del testo originale, con allegate le note biografiche, per motivi di studio che vanno oltre la mera divulgazione: “L’Eremo di S. Maria della Stella nell’area bizantina dello Stilaro”. Edizioni Diocesi di Locri-Gerace, Eremo-Santuario “Santa Maria della Stella”, Pazzano (RC). Atti del convegno storico 1996. Grazie a tutti coloro che hanno collaborato con l'intento di condividere e trasmettere il sapere anche a chi non vi trova facilmente accesso, senza restrizioni o limitazioni di sorta!
Bivongi, 17 luglio 2011 Associazione Theristis International